Fatturazione elettronica

Fattura elettronica forfettari: quando è obbligatoria e come farla

Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari: date, codici RF19 e N2.2, imposta di bollo e come emetterla.

5 lug 20266 min di letturadi BelfAI

Ultimo aggiornamento: 5 lug 2026

Fattura elettronica forfettari: quando è obbligatoria e come farla

Foto di Vitaly Gariev su Unsplash

In sintesi: Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i contribuenti in regime forfettario, senza più soglie di ricavi. Prima toccava solo a chi superava 25.000 euro l'anno precedente. La emetti tramite lo SDI, con codice regime RF19 e codice natura N2.2 al posto dell'IVA. Nessuna esenzione per fatturato basso.

Da quando la fattura elettronica è obbligatoria per i forfettari?

L'obbligo è arrivato in due tappe. La prima con l'articolo 18 del decreto-legge n. 36/2022: dal 1° luglio 2022 dovevano emettere e-fattura solo i forfettari che nell'anno precedente avevano superato 25.000 euro di ricavi o compensi. La seconda tappa ha chiuso il cerchio: dal 1° gennaio 2024 l'obbligo vale per tutti i forfettari, indipendentemente dal fatturato (Informazione Fiscale, 2024). Nel 2026 la regola non cambia: nessuna soglia, nessuna scappatoia per chi incassa poco (Fatture in Cloud, 2026).

PeriodoChi è obbligato
Fino al 30 giugno 2022Nessun forfettario: bastava la fattura cartacea o in PDF
Dal 1° luglio 2022Solo forfettari con oltre 25.000 € di ricavi o compensi nel 2021
Dal 1° gennaio 2024Tutti i forfettari, senza alcuna soglia
Nel 2026Confermato: obbligo per tutti i forfettari

Ci sono ancora forfettari esonerati nel 2026?

No. La soglia dei 25.000 euro serviva solo a scaglionare l'entrata in vigore tra il 2022 e il 2024. Oggi non conta più: che tu fatturi 3.000 o 80.000 euro l'anno, la fattura va emessa in formato elettronico e trasmessa allo SDI. Se ancora consegni PDF o ricevute cartacee ai clienti, dal 2024 quelle non valgono come fattura emessa.

Come si emette una fattura elettronica da forfettario?

Il meccanismo è lo stesso di chiunque altro. Prepari la fattura in formato XML e la invii al Sistema di Interscambio (SDI), il «postino» dell'Agenzia delle Entrate che la controlla e la recapita al cliente. Non spedisci nulla via email a mano: allo SDI basta il codice destinatario del cliente (7 caratteri) oppure il suo indirizzo PEC. Se il cliente è un privato senza partita IVA, usi il codice destinatario 0000000 e gli consegni una copia di cortesia in PDF, mentre l'originale resta la fattura elettronica passata dallo SDI.

Quali strumenti gratuiti offre l'Agenzia delle Entrate?

Tre strumenti a costo zero, dal portale «Fatture e Corrispettivi»: una procedura web che prepara e trasmette la fattura, un software per PC desktop e l'app «Fatturae» per iOS e Android; anche la conservazione a norma per 10 anni è gratuita (Agenzia delle Entrate, 2026). Per accedere ti servono SPID, CIE/CNS o le credenziali Fisconline. Molti forfettari, però, preferiscono un'app dedicata — dalla procedura dell'Agenzia a strumenti come BelfAI — che compila da sola RF19 e la natura N2.2, così non devi ricordare i codici a memoria e la fattura parte già corretta.

Cosa scrivere in fattura: codici e imposta di bollo

Rispetto a una fattura con IVA cambiano pochi campi, ma vanno compilati bene: bastano un RF19 dimenticato o una natura sbagliata perché lo SDI scarti il documento.

CampoCosa indicare
Regime fiscaleRF19 — regime forfettario (L. 190/2014)
IVANessuna: codice natura N2.2 (operazioni non soggette)
Imposta di bollo2 € se la fattura supera 77,47 €
Termine di emissioneEntro 12 giorni dall'operazione (fattura immediata)

L'imposta di bollo la versi tu, non il cliente, salvo diverso accordo. Si assolve in modo virtuale e si paga a scadenze trimestrali direttamente dal portale dell'Agenzia, che ti calcola il totale dovuto in base alle fatture emesse (Centro Fiscale, 2026).

Cosa rischi se non emetti la fattura elettronica?

Dal 2024, per un forfettario, una fattura cartacea o un PDF via email valgono come fattura non emessa. La sanzione va dal 5% al 10% dei corrispettivi non documentati, con un minimo di 500 euro (D.Lgs. 471/1997) (Centro Fiscale, 2026). Occhio anche ai tempi: la fattura immediata va trasmessa allo SDI entro 12 giorni dall'operazione, quindi non conviene accumularle a fine mese.

Domande frequenti

Un forfettario deve fare la fattura elettronica anche sotto i 25.000 euro?

Sì. La soglia dei 25.000 euro è superata: dal 1° gennaio 2024 l'obbligo vale per tutti i forfettari, qualunque sia il fatturato.

Devo addebitare l'IVA in fattura?

No. In regime forfettario non applichi l'IVA: nel campo regime fiscale metti RF19 e nel campo natura N2.2. In fattura non c'è alcuna imposta da esporre.

Quando si paga l'imposta di bollo da 2 euro?

Quando la fattura supera 77,47 euro. Il bollo lo versi tu in modo virtuale, con pagamenti a scadenze trimestrali dal portale Fatture e Corrispettivi.

Come invio una fattura a un cliente senza partita IVA?

La trasmetti comunque allo SDI usando il codice destinatario 0000000 e consegni al cliente una copia di cortesia in PDF. L'originale resta la fattura elettronica transitata dallo SDI.

Posso usare gli strumenti gratuiti dell'Agenzia?

Sì. L'Agenzia offre gratis procedura web, software desktop, l'app Fatturae e la conservazione a norma. Per accedere servono SPID, CIE/CNS o credenziali Fisconline.

Cosa succede se emetto ancora una fattura cartacea?

Per un forfettario, dal 2024 equivale a non aver emesso la fattura: rischi una sanzione dal 5% al 10% dei corrispettivi, con un minimo di 500 euro. Meglio emettere sempre in elettronico ed entro 12 giorni.

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